Un archivio per la Modernità


Un anno fa l’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana, in collaborazione con la professoressa Elena Valeri (SARAS – Sapienza Università di Roma), organizzò una presentazione di alcuni dei propri fondi, finalizzata a illustrare le opportunità di tirocinio presso l’Archivio. A seguito di questa presentazione, dieci studenti hanno lavorato su quattro progetti distinti di ricerca, riordino e descrizione archivistica, riguardanti fondi e unità documentarie eterogenee per temi, cronologia, tipologie documentarie, formato e consistenza.

Pur nella diversità degli obiettivi operativi, le esperienze sono risultate accomunate da:

  • uso sistematico di strumenti di descrizione (in particolare fogli di lavoro strutturati);
  • attività di ricerca storica, biografica e prosopografica a supporto della descrizione;
  • confronto continuativo con problematiche materiali, conservative e metodologiche tipiche del lavoro d’archivio (ordinamento, unità originarie, vincoli fisici, pluralità linguistica, leggibilità e accesso).

1) Fondo di Padre Pasquale D’Elia S.J. (1890-1963)

Una parte rilevante del lavoro ha riguardato il fondo personale di Padre Pasquale D’Elia, gesuita e sinologo. Il progetto è stato svolto dagli studenti Lorenzo Gerardi e Daniele Colasanti, secondo criteri condivisi, con produzioni descrittive autonome.

Attività svolte

  • Catalogazione analitica della corrispondenza e di materiali eterogenei (bozze di articoli, appunti, ritagli di giornale), per un totale di centinaia di documenti, originariamente ripartiti in cartelle annuali.
  • Compilazione di un foglio Excel strutturato con campi standardizzati: mittente, destinatario, data, luogo di provenienza e di destinazione, contenuto/sommario, nomi citati, lingua, presenza della busta, note e commenti.
  • Introduzione di soluzioni operative per aumentare leggibilità e tracciabilità: ad esempio caselle di controllo per segnalare la presenza delle buste e accorgimenti per indicare più documenti all’interno del medesimo involucro.

Criteri di ordinamento e scelte metodologiche

  • Adozione del riordino cronologico come criterio principale, preferito a quello alfabetico poiché le date risultavano più frequentemente ricostruibili rispetto ai mittenti.
  • Gestione della tensione tra ordinamento cronologico e rispetto delle unità originarie (buste/nuclei): si è proceduto a duplicazioni e riallineamenti dei file di lavoro per mantenere insieme sequenza temporale e coerenza archivistica.
  • Decisione di non disaggregare scambi epistolari unitari, preservando la leggibilità storica delle relazioni documentarie (ad es. carteggio con Guido Horn D’Arturo).

Particolari evidenze

  • Interesse ricorrente per Matteo Ricci, per le Fonti Ricciane e per il Mappamondo cinese; inserimento di link, rimandi bibliografici e commenti utili alla futura ricerca.

Aspetti linguistici e materiali

  • Pluralità linguistica significativa: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, latino e cinese. Gli strumenti di traduzione digitale si sono rivelati indispensabili per l’orientamento contenutistico; nel caso del cinese sono emersi limiti interpretativi della traduzione automatica.
  • Buono stato conservativo generale; distensione delle lettere e conservazione con buste accostate per migliorare consultabilità e conservazione. L’osservazione delle grafie ha consentito anche note di carattere paleografico/biografico (progressivo peggioramento della grafia negli ultimi anni; variazioni del registro epistolare in base al destinatario).

Risultati

  • Ordinamento cronologico di due nuclei principali (1919–1951 e dal 1956 in poi).
  • Catalogazione completa del faldone 59 e parziale del 60, con impostazione metodologica riutilizzabile per la prosecuzione e l’integrazione con altri faldoni del fondo.

2) Fondo sui Conclavi (mss. APUG 271, 275, 277, 278)

Un secondo progetto si è focalizzato sullo studio del fondo manoscritto “Conclavi”, con materiali databili dalla fine della cattività avignonese al XVII secolo. I manoscritti risultano in larga parte copie (di altri testi manoscritti e/o a stampa), con una forte componente compilativa. Le studentesse che si sono occupate del progetto sono Marie e Terese Bertrand e Maria Pia Leuzzi.

Attività svolte

  • Redazione di abstract analitici finalizzati a facilitare la consultazione, anche in vista della pubblicazione sulle piattaforme GATE e Manus.
  • Ricerca mirata per l’identificazione di personaggi, conclavisti e protagonisti meno noti; predisposizione di elementi utili alla creazione di authority.
  • Verifica della presenza di testi identici o affini all’interno del fondo, per chiarire rapporti di dipendenza, trasmissione e circolazione.

Evidenze emerse

  • Ampia varietà testuale: relazioni di conclave, manuali e istruzioni per conclavisti, lettere di raccomandazione, testi politico-aforistici.
  • Nel ms. APUG 271 sono emerse carte attribuibili a Felice Gualtieri, conclavista e autore di testi normativi sul ruolo e sul comportamento nel Sacro Collegio.
  • Per i mss. APUG 275, 277, 278 si è evidenziato un rapporto diretto con opere a stampa di Gregorio Leti: le verifiche comparative hanno talvolta ridotto la necessità di abstract (in caso di corrispondenza piena), mentre per porzioni prive di riscontro a stampa la sintesi è rimasta in corso.

Aspetti materiali

  • Condizioni conservative non sempre ottimali di alcuni volumi hanno imposto una selezione prudente delle parti analizzabili e una pianificazione di approfondimenti futuri.

3) Fondo Pierre Blet S.J. (1918-2009) (faldone 26)

Un terzo progetto ha riguardato l’avvio della catalogazione del fondo personale di Padre Pierre Blet, gesuita e storico noto per le ricerche su Pio XII. Il lavoro si è concentrato sul faldone 26, caratterizzato da forte eterogeneità tipologica, ed è stato curato dalla studentessa Federica Sammartino Frescura.

Attività svolte

  • Riordino fisico preliminare per tipologie (articoli di giornale, bozze ed estratti, corrispondenza via e-mail, negativi fotografici, materiali narrativi).
  • Creazione di cartelle tematiche e catalogazione analitica; successiva numerazione di carte e cartelle.
  • Gestione della pluralità linguistica (italiano, francese, inglese, tedesco).

Risultati

  • Catalogazione avviata e struttura di lavoro impostata; per ragioni di tempo non completata integralmente, ma con definizione di una base metodologica coerente per la prosecuzione.
  • Esperienza formativa significativa sulle specificità dei fondi personali contemporanei (tipologie miste, supporti differenti, documentazione digitale e para-digitale).

4) Fondo “Concilio di Trento” e ms. APUG 605 A

Il quarto progetto, di taglio più spiccatamente filologico e storico-critico, si è concentrato sul manoscritto APUG 605 A, indice manoscritto di materiali relativi al Concilio di Trento. Il progetto è stato condotto da Sergio CaporalettiAchille Passoni e Marco Bilotti.

Attività svolte

  • Trascrizione integrale del manoscritto.
  • Compilazione di una bibliografia e di un repertorio dei personaggi e degli eventi citati.

Risultati e attribuzione

  • Attribuzione dell’autorialità a Padre Pietro Pirri S.J. (1881-1969), fondata sul ritrovamento di carte sciolte e di lettere, e su confronto sistematico delle grafie.
  • Inquadramento biografico e ipotesi funzionale: l’indice come lavoro preparatorio per la voce sul Concilio di Trento nella Storia delle Religioni di Tacchi Venturi.

Approfondimenti

  • Traduzione dal tedesco dell’articolo di Hubert Jedin (1940) su Sforza Pallavicino.
  • Comparazione tra gli indici di Pirri e Jedin, con evidenza di differenze metodologiche e di finalità.
  • Trascrizione e analisi di note autografe su una copia dell’Istoria del Concilio di Trento appartenuta a Pallavicino, utile a ricostruire con maggiore precisione il suo apparato di fonti.

Pur nella diversità degli obiettivi operativi, le esperienze sono risultate accomunate da:

  • uso sistematico di strumenti di descrizione (in particolare fogli di lavoro strutturati);
  • attività di ricerca storica, biografica e prosopografica a supporto della descrizione;
  • confronto continuativo con problematiche materiali, conservative e metodologiche tipiche del lavoro d’archivio (ordinamento, unità originarie, vincoli fisici, pluralità linguistica, leggibilità e accesso).

Le esperienze degli studenti confermano che il tirocinio presso l’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana è un percorso formativo completo: integra competenze tecniche, capacità di analisi e responsabilità verso il patrimonio documentario, e pone basi solide per interventi futuri di completamento, integrazione descrittiva e valorizzazione, anche in vista della fruizione su piattaforme digitali.

Per valorizzare i risultati raggiunti e promuovere l’opportunità di tirocinio con le nuove classi studentesche, l’Archivio organizza annualmente incontri finalizzati sia a presentare nuovi progetti e linee di ricerca, sia a condividere il resoconto delle esperienze passate, lasciando ai tirocinanti uno spazio dedicato per illustrare il lavoro svolto.

Il prossimo 7 maggio, l’Archivio Storico realizzerà una nuova presentazione dei propri fondi, intitolata “Un archivio per la modernità. Esperienze e prospettive”, con l’auspicio che possa suscitare nuovi e fecondi tirocini.


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