Archives of Pontifical Gregorian University

Par archive, j’entends d’abord la masse des choses dites dans une culture, conservées, valorisées, réutilisées, répétées et transformées. Bref toute cette masse verbale qui a été fabriquée par les hommes, investie dans leurs techniques et leurs institutions, et qui est tissée avec leur existence et leur histoire. Cette masse de choses dites, je l’envisage non pas du côté de la langue, du système linguistique qu’elles mettent en œuvre, mais du côté des opérations qui lui donnent naissance. (…) C’est, en un mot, (…) l’analyse des conditions historiques qui rendent compte de ce qu’on dit ou de ce qu’on rejette, ou de ce qu’on transforme dans la masse des choses dites.

(Michel Foucault, Dits et écrits – 1954-88. Tome I)

Blog

Ultimi post

L’APUG nel corso dell’anno accademico 2015-2016 ha accolto 39 ragazzi dei licei romani Visconti, Virgilio e Aristofane nell’ambito delle attività previste per l’alternanza scuola-lavoro dalla recente riforma scolastica. La nostra proposta formativa, sulla scia dell’esperienza maturata nel Progetto Clavius@school, è partita dall’osservazione di alcuni fenomeni sociali legati al mondo dei beni culturali. Sono stati letti articoli… Continua a leggere

Continue Reading

Durante la mattinata del 7 giugno l’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana, dalle 10 alle 13, è diventata una “stanza intelligente” come direbbe David Weinberger. Sessanta studenti dei licei romani Aristofane, Virgilio e Visconti, davanti ai loro compagni, docenti e altri invitati interessati al mondo della didattica hanno presentato le conclusioni del percorso realizzato nell’ambito del… Continua a leggere

Continue Reading

“Dimmi come conservi e perché e ti direi chi sei” potrebbe essere l’iscrizione da leggere prima di varcare la soglia dell’archivio. Potrebbe essere l’ammonimento al visitatore che l’archivio è non solo la gestione degli ἄρχοντες e dei loro segreti, ma dice anche dell’epimeleia dell’istituzione depositaria. L’ epimeleia heautou (la cura di sé e per tanto degli altri), era… Continua a leggere

Continue Reading
Vai al Blog
Dicono di noi

Testimonianze dei ricercatori

Oh! Quanto grandi sono i meriti delle carte e della storia! (M.Ricci, Prefazione al Mappamondo del 1602)

Con queste parole Matteo Ricci introduce la terza edizione del suo Mappamondo, figlio della smania di conoscenza dei dotti cinesi e del desiderio di conversione dei Gesuiti.
Padre D’Elia, nella sua opera Il Mappamondo di Matteo Ricci, ci illustra la vita, l’apprendimento e le azioni di Ricci in Asia, analizzandone i pensieri e gli obbiettivi, che, da una parte, avrebbero dovuto cambiare la Cina, ma che, dall’altra, hanno cambiato lui. Basandosi su trenta tavole, estratte dalla Mappa di Pechino risalente al 1602 e conservata in Vaticano, D’Elia traduce e spiega con attenzione i dettagli e scioglie i segreti della carta stessa, comparandone le edizioni conosciute ed elencando le loro rispettive.

I cannot thank Fr. Martin Morales, s.j., Dssa. Cristina Berna and the other staff members of the Archivio enough for their continuing help on what has been a very slow process.  They are extremely professional, knowledgeable and helpful. Like many of the lay people who come to study or research at the Gregoriana.  I have to be self-funding and have to work around family commitments. Since I have now left the University of Westminster, London, where I was a Senior Lecturer in Media Theory, and now only work part-time, this is difficult sometimes – but the time that I do manage to spend in the Archivio is both well worthwhile and mentally stimulating. I just wish I could spend longer periods there.

L’esperienza è stata per me un percorso formativo molto interessante sia per la conoscenza diretta di determinati aspetti della cultura cinese, che ho reso oggetto primario del mio percorso di studi universitario, sia per essermi resa conto dell’importanza costituita da questi materiali e della documentazione in generale conservata in un archivio, poiché sono riuscita a comprendere quelle che possono essere le potenzialità di determinati documenti e quelle che possono essere le svolte future nella comprensione del passato proprio a partire dai documenti.

Nel mese di Marzo 2014 ho cominciato la mia esperienza di tirocinio nell’archivio storico dell’Università Gregoriana. Nonostante per me fosse un ambiente e un ambito lavorativo totalmente nuovo, grazie alla disponibilità della docente (Elisabetta Corsi) e di tutto il team di lavoro dell’archivio, mi sono inserita con facilità nell’affascinante mondo archivistico scoprendone i retroscena, fino ad ora a me totalmente sconosciuti.

Cataloghi

L' Archivio conserva documenti dal XVI al XX secolo. Visita la pagina Cataloghi per conoscere quali strumenti di ricerca sono disponibili.

Vai ai Cataloghi
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 455 follower