Archives of Pontifical Gregorian University
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A conclusione dell’esperienza svolta nell’anno scolastico in corso con 65 studenti dei licei romani Aristofane, Virgilio e Visconti saranno i ragazzi stessi a presentare il loro lavoro proprio nella sede di quello che fu il  Collegio Romano. In un percorso di parole e immagini ripercorreremo le loro strade su tracce da noi solo accennate. La piattaforma… Continua a leggere

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a cura di Sara Capozzi e Alice Selva Tattoli (IV EC Liceo classico e linguistico Aristofane) «Lo scopo della scuola è quello di trasformare gli specchi in finestre» (S.J.Harris) Chi meglio di noi studenti può capirlo? Nonostante la fatica, l’impegno, gli sforzi, per noi la scuola è uno dei più grandi trampolini di lancio della nostra… Continua a leggere

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Le Gregorian Centre for Interreligious Studies, en collaboration avec les Historical Archives de la Grégorienne, a commencé à digitaliser les écrits inédits de Baldassarre Diego Loyola Mandes S.J. (1631-1667). Fils du roi de Fez (Maroc), Muley Mohammed el-Attaz était un prince musulman qui se convertit au christianisme après avoir été fait prisonnier des Chevaliers de… Continua a leggere

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Dicono di noi

Testimonianze dei ricercatori

Dear Prof. Morales Poirier Lalanne and Dott.ssa Berna:
Thank you again for your kindness. We very much enjoyed visiting your fine archives, and look forward to our return one day. Until that time, I hope that you will accept our best wishes.

I am very grateful for the kind help I received from the staff of the historical archives in my research. Recently it is published The Voynich manuscript by Yale University Press (2016). It includes my contribution about the history of the Voynich MS, which was once part of the Library of the Collegium Romanum. It includes illustrations from letters now in the Fondo Kircheriano.

I have consulted this series of manuscripts (APUG, mss. 976-985) at the Archive of the Pontifical Gregorian University with the aim of retrieving first hand information about politics and society in Rome on the verge of the Eighteenth century. These chronicles closely resemble the model of gazette or journal then available across Europe. Despite this analogy though, these manuscripts appear to be the work of a well trained chancellery, either pertaining to powerful players at the Roman Court (cardinals, aristocrats) or to the embassies of foreign countries based in Rome; in fact, a substantial part of the Diari focuses on Rome alone and the facts detailed are not always designed to reach the eye of the general public. However, some of the news covered thereby may well be regarded as a primary source for the journals of the time, possibly through diplomatic networks. A fascinating and inspiring reading of which I am deeply indebted to Father Martín María Morales, Dr. Irene Pedretti and Dr. Cristina Berna who have made it possible for me to access and consult such a conspicuous and ponderous documentation in a relatively brief span of time.

Oh! Quanto grandi sono i meriti delle carte e della storia! (M.Ricci, Prefazione al Mappamondo del 1602)

Con queste parole Matteo Ricci introduce la terza edizione del suo Mappamondo, figlio della smania di conoscenza dei dotti cinesi e del desiderio di conversione dei Gesuiti.
Padre D’Elia, nella sua opera Il Mappamondo di Matteo Ricci, ci illustra la vita, l’apprendimento e le azioni di Ricci in Asia, analizzandone i pensieri e gli obbiettivi, che, da una parte, avrebbero dovuto cambiare la Cina, ma che, dall’altra, hanno cambiato lui. Basandosi su trenta tavole, estratte dalla Mappa di Pechino risalente al 1602 e conservata in Vaticano, D’Elia traduce e spiega con attenzione i dettagli e scioglie i segreti della carta stessa, comparandone le edizioni conosciute ed elencando le loro rispettive.

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