Archives of Pontifical Gregorian University
Blog

Ultimi post

L’Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana (APUG) sta sviluppando una piattaforma web allo scopo di pubblicare una parte della sua documentazione inedita attraverso un lavoro collaborativo aperto alla comunità scientifica. Il nome della piattaforma è GATE (Gregorian Archive Texts Editing).

Continue Reading

Nell’archivio è stato recentemente depositato il Fondo Joblin. Si tratta di 24 faldoni contenenti materiale accademico e interventi di vario tipo appartenenti al R.P. Joseph Joblin SJ professore emerito della Pontificia Università Gregoriana. P. Joblin dal 1956 al 1981 è stato alto funzionario presso il Bureau International du Travail (BIT), segretariato permanente della OIT (Organisation internationale du Travail). Questa lunga presenza gli permise di essere testimone di significativi cambiamenti nel mondo del lavoro e di alimentare proficue riflessioni intorno alle scienze sociali.

Continue Reading

La facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana ha deciso di ricordare la figura di Francisco Suárez con un convegno internazionale a realizzarsi i giorni 23 e 24 di ottobre prossimo.  Forse l’occasione dell’anniversario potrebbe essere una sfida per tornare sull’antiche carte del gesuita “granadino”.

Continue Reading
Vai al Blog
Dicono di noi

Testimonianze dei ricercatori

Dear Prof. Morales Poirier Lalanne and Dott.ssa Berna:
Thank you again for your kindness. We very much enjoyed visiting your fine archives, and look forward to our return one day. Until that time, I hope that you will accept our best wishes.

I am very grateful for the kind help I received from the staff of the historical archives in my research. Recently it is published The Voynich manuscript by Yale University Press (2016). It includes my contribution about the history of the Voynich MS, which was once part of the Library of the Collegium Romanum. It includes illustrations from letters now in the Fondo Kircheriano.

I have consulted this series of manuscripts (APUG, mss. 976-985) at the Archive of the Pontifical Gregorian University with the aim of retrieving first hand information about politics and society in Rome on the verge of the Eighteenth century. These chronicles closely resemble the model of gazette or journal then available across Europe. Despite this analogy though, these manuscripts appear to be the work of a well trained chancellery, either pertaining to powerful players at the Roman Court (cardinals, aristocrats) or to the embassies of foreign countries based in Rome; in fact, a substantial part of the Diari focuses on Rome alone and the facts detailed are not always designed to reach the eye of the general public. However, some of the news covered thereby may well be regarded as a primary source for the journals of the time, possibly through diplomatic networks. A fascinating and inspiring reading of which I am deeply indebted to Father Martín María Morales, Dr. Irene Pedretti and Dr. Cristina Berna who have made it possible for me to access and consult such a conspicuous and ponderous documentation in a relatively brief span of time.

Oh! Quanto grandi sono i meriti delle carte e della storia! (M.Ricci, Prefazione al Mappamondo del 1602)

Con queste parole Matteo Ricci introduce la terza edizione del suo Mappamondo, figlio della smania di conoscenza dei dotti cinesi e del desiderio di conversione dei Gesuiti.
Padre D’Elia, nella sua opera Il Mappamondo di Matteo Ricci, ci illustra la vita, l’apprendimento e le azioni di Ricci in Asia, analizzandone i pensieri e gli obbiettivi, che, da una parte, avrebbero dovuto cambiare la Cina, ma che, dall’altra, hanno cambiato lui. Basandosi su trenta tavole, estratte dalla Mappa di Pechino risalente al 1602 e conservata in Vaticano, D’Elia traduce e spiega con attenzione i dettagli e scioglie i segreti della carta stessa, comparandone le edizioni conosciute ed elencando le loro rispettive.

Cataloghi

Visita la pagina Cataloghi per conoscere quali strumenti di ricerca sono disponibili.

Vai ai Cataloghi