Il fondo D’Elia: tra angoli di storia ancora inesplorati – Desirée Leonardi


Pasquale D’Elia in APUG, Fondo D’Elia, 17/III.

Dal mese di Ottobre 2010 al mese di Febbraio 2011 ho avuto l’onore di apportare il mio contributo al lavoro di catalogazione del grande fondo di Pasquale D’Elia. Nel corso di questa mia collaborazione è stata possibile l’analisi di quattro dei sessantasei faldoni che rappresentano questo fondo ancora inesplorato, nella cui miscellanea ho potuto osservare una ampia gamma di materiale che va da biglietti privati a trascrizioni di manoscritti a lettere. Il mio percorso personale, in particolare, ha riguardato lo studio dei faldoni 11, 14, 7 e 17, rappresentati fondamentalmente dalle tipologie di bozze, appunti e lettere.

Le bozze racchiudono pubblicazioni sull’arte -come nel caso del calice cattolico del XIV secolo- o sui costumi cinesi, le quali innescano nel lettore un sentimento di sinofilia che lascia correre la sua fantasia, portandolo in Oriente, tra quella che viene definita da D’Elia come una “pleiade d’insigni missionari” che col loro sapere e la loro apertura mentale hanno portato uno scambio di conoscenze e consentito un confronto tra culture diverse.
Tra gli appunti vi sono poi spiragli sul lavoro di raccolta e organizzazione del materiale per le Fonti Ricciane, un nuovo spunto di informazioni per ricostruire i tratti di un’opera che ha significato molto per la ricostruzione della vita quotidiana in un ambiente tanto diverso da quello europeo e proprio per questo pieno di curiosità e peculiarità affascinanti.
Le lettere, invece, –prevalentemente indirizzate a studiosi in Cina- sono finestre aperte sulle vicissitudini e gratificazioni vissute dall’autore, molto spesso trattasi di richieste di materiale per completare la grande opera su Matteo Ricci. Sempre nella tipologia delle lettere sono comprese le trascrizioni delle lettere dei secoli XVII e XVIII dei padri gesuiti impegnati nella missione in Cina. Queste testimonianze, raccolte dai fondi dell’ARSI o dell’APF, rappresentano una rosa dei fatti più o meno lieti accorsi ai versatili gesuiti in Oriente, dai favori guadagnati a corte dal Ricci alle accuse per tradimento e condanna a morte di padre Mourão nel 1726.  Ogni documento riscoperto in questa raccolta è come una nuova tessera da inserire nel grande mosaico che è l’apporto di Ricci e di tutti gli altri missionari in Cina e Oriente.

2 thoughts on “Il fondo D’Elia: tra angoli di storia ancora inesplorati – Desirée Leonardi

  1. Buongiorno,
    sono Giovanni Cinquino, compaesano di p.D’Elia (pietracatellese) e sto portando avanti un’iniziativa che vede coinvolto anche p.D’Elia stesso: creare all’interno della sala consiliare comunale un corner culturale riservato a quanti pitracatellesi hanno lasciato traccia di se con opre scritte. Quindi, gigantografia del personaggio raccolta dei testi di ogni Autore.
    L sarei infinamente grato se volesse darmi un aiuto in tal senso, anche fornendo una fotografia di p.D’Elia di definizione almeno sufficiente per una riproduzion su scala ameno 70×100, oltre che utili informazioni per il reperimento e acquisto dei testi.
    Va da se che al tavolo di lavoro di presentazione dei risultati avrò cura di invitarLa come esperto.
    La ringrazio per il contributo che vorrà cortesemente dare a me ed alla collettività pietracatellese tutta.
    Giovanni Cinquino

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