Il teologo Franz-Xavier Hürth nacque ad Aachen in Germania il 5 ottobre 1880. Fece il suo noviziato in Olanda presso l’Ignatiuskolleg di Valkenburg, dove cominciò a studiare filosofia e teologia. Il Collegio era stato trasferito infatti oltre il confine tedesco quando i Gesuiti erano stati espulsi dalla Germania ai tempi del Kulturkampftedesco, a causa di una legge voluta da Otto von Bismarck e denominata Jesuitengesetz. La legge fu in seguito abrogata nel 1917. Il teologo di Aachen poté infatti proseguire il suo iter di preparazione anche in Germania. Studiò filosofia e diritto anche all’Università regia Friedrich-Wilhelm di Berlino e all’Università Ludwig-Maximilians di Monaco. Successivamente, conseguì il magistero a Feldkirch in Austria; ottenne il terzo grado di probazione nuovamente a Valkenburg e pronunciò il quarto voto a Linz, ancora in Austria. Dal 1918 sostituì August Lehmkuhl SJ alla cattedra di teologia morale di Valkenburg. Dalla metà degli anni Trenta i suoi legami con la Curia romana si consolidarono. Fu dagli anni Quaranta docente di teologia morale alla Gregoriana e consultore del Sant’Uffizio. Partecipò in qualità di perito alle commissioni preparatorie del Concilio Vaticano II. Pochi mesi dopo l’avvio dei lavori conciliari Hürth morì a Roma. Era il 29 maggio 1963.
Nonostante o forse proprio a causa della nostra vicinanza cronologica, abbiamo a disposizione poche notizie precise sulla vita del teologo tedesco Franz-Xavier Hürth. Le voci dei dizionari biografici sono scarne. Il fondo conservato presso l’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana permette invece una ricostruzione articolata del suo profilo a partire dal 1899. Il fondo consta di numerosi manoscritti, dattiloscritti e documenti personali, tra cui foto e una fitta corrispondenza con la famiglia e con altri membri dell’ordine. Come gran parte dei fondi risalenti all’epoca contemporanea anche quello di Hürth non è ancora stato inventariato. Grazie all’accesso che mi è stato generosamente concesso dal direttore, P. Martin M. Morales SJ, e all’aiuto che mi è stato dato da Irene Pedretti e Cristina Berna, mi sono potuta occupare personalmente di una schedatura preliminare dei faldoni.
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