Le carte di Carlo Maria Quarantotti in APUG 1789


QuarantottiPadre Carlo Maria Quarantotti chierico regolare minore caracciolino del convento di San Lorenzo in Lucina, sarà eletto il 5 maggio 1801 Protettore dell’Ordine e successivamente ne diverrà Vicario Generale. Nel 1807 sarà nominato Consultore della Congregazione dei Riti[1]. Nel 1769 è nominato da Clemente XIV Lettore di geometria, algebra e aritmetica nell’Archiginnasio della Sapienza, incarico che manterrà fino al 1795[2]. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi ordinata da Napoleone nel 1809, sarà esiliato in Francia, nella città di Châlons-sur-Marne[3]. Muore nel 1818. Sembra non aver pubblicato nulla in vita[4], ma il già citato Renazzi riferisce “Ultimamente (la Storia è stata pubblicata nel 1806) die in luce senza suo nome una succinta, e sugosissima Istituzione di Logica”. Il codice APUG 1789 riporta sulla coperta, in corrispondenza del dorso, il titolo SCRITTI Scolastici Del P. Carlo M Quarantotti, e alcune caratteristiche dello stesso (più formati e tipologie di carta, diversi fori di cucitura sul dorso dei fascicoli, contenuto testuale pluridisciplinare) sembrano indicare una raccolta, magari postuma, di materiale a vario titolo legato alla vita del Padre. Delle quasi seicento carte che costituiscono il corpo del codice, più della metà (le prime due unità codicologiche delle diciotto individuate) mantengono una certa coerenza dal punto di vista dei contenuti, e i testi, redatti tutti dalla stessa mano (probabilmente autografi) potrebbero indicare una produzione scritta ben più ampia di quella emersa dalle fonti riguardo Quarantotti. Gli Elementi di matematica (titolo elaborato), De conicis sectionibus, gli Elementi di geometria (titolo elaborato), De Primis Geometriae Elementis e Planae Trigonometriae Elementa, accanto alle molte tavole geometriche, rappresentano la manifestazione scritta dell’attività di lettore da lui esercitata per oltre vent’anni, e potrebbero fornire indicazioni sul metodo d’insegnamento della matematica e della geometria all’interno dell’Archiginnasio. Più frammentato risulta il panorama offerto dalle sedici unità codicologiche che si avvicendano all’interno delle restanti carte: dai fascicoli manoscritti (svariate mani), a quelli a stampa, dagli scritti teologici, alle minute di lettere, fino ai quattro opuscoli contenenti orazioni del cardinale Gregorio Maria Salviati[5]; è il nome che appare frequentemente in questa seconda parte del codice e quattro documenti, relativi a varie cariche da lui esercitate, ricostruiscono parte della sua carriera ecclesiastica. Purtroppo non è stato possibile reperire alcuna notizia riguardo al probabile rapporto tra il Salviati e Carlo Maria Quarantotti, e quindi giustificare la scelta di raccogliere, all’interno di un codice dedicato espressamente a quest’ultimo, anche materiale legato al Cardinale.

(Schedatura in MANUS ed articolo redatti da Mauro Lollobattista)

[1] P. Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la curie romaine à l’âge de la restauration : 1814-1846, Roma, École française de Rome, 2002, p. 738

[2] F. M. Renazzi, Storia dell’università degli studj di Roma, vol. 4, Roma, Pagliarini, 1806, pp. 269-270

[3] E. Pistolesi, Vita del sommo pontefice Pio VII, vol. 3, Francesco Bourlié, 1825, p. 7

[4] M. Feingold and V. Navarro-Brotons (eds.), Universities and science in the early modern period, Dordrecht, Springer, 2006, p. 212

[5] Appartenente alla nobiltà fiorentina, entra in prelatura sotto Benedetto XIV ed è creato cardinale da Pio VI il 23 giugno 1777. Nel 1754 sarà inquisitore a Malta e nel 1760 vice-legato d’Avignone, entrando nella Camera Apostolica, della quale diverrà uditore generale, nel 1766. Creato cardinale ricevette il titolo di Santa Maria de Scala il 28 luglio 1777, di Santa Maria in Cosmedin il 27 settembre 1780 e di Santa Maria in via Lata il 29 novembre 1790. Lo stesso Pio VI lo annovera nelle congregazioni cardinalizie del concilio, dei vescovi e regolari, di propaganda, dei riti, dell’immunità, del buon governo, della fabbrica, di Loreto e Avignone, della consulta, della disciplina regolare, della cerimoniale, dell’indice, oltre a nominarlo prefetto della segnatura di grazia. Nel 1781 succederà al cardinale Mario Marefoschi come protettore del Regno d’Irlanda e del Collegio Ibernese di Roma. A lui sarà inoltre assegnato il protettorato dell’Ordine dei frati minori conventuali, dell’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, oltre al pro-protettorato del Collegio di San Bonaventura.

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