Vª Seduta 29.04.2026, ore 17:30 (Aula L106)

Un texte n’est un texte que s’il cache au premier regard, au premier venu, la loi de sa composition et la règle de son jeu. Un texte reste d’ailleurs toujours imperceptible. La loi et la règle ne s’abritent pas dans l’inaccessible d’un secret, simplement elles ne se livrent jamais, au présent, à rien qu’on puisse rigoureusement nommer une perception. (La Pharmacie de Platon. Jacques Derrida)
Se, con Derrida, si deve ammettere che un testo non consegna mai al primo sguardo la legge della propria composizione e la regola del proprio gioco, allora non basta invocare genericamente il suo contesto. Il contesto designa infatti l’insieme delle circostanze esterne entro cui il testo è situato; il senso designa invece il medium stesso in cui il testo opera, selezionando ogni volta un’attualità sullo sfondo di altre possibilità. Per questo il testo del Memoriale non va trattato come un oggetto trasparente da ricondurre a una cornice esterna o a un individuo, ma come una configurazione di senso: un intreccio di rinvii che rende possibile l’emergere di una determinazione precisa e non di un’altra, in un certo momento e non prima, per un osservatore concreto e non in astratto.
A partire da questo presupposto, nella seduta del prossimo 29 aprile proseguiremo seguendo la traccia del testo del Memoriale attribuito a Pierre Favre: riprenderemo alcuni passi già emersi e, a partire da essi, metteremo a fuoco alcuni temi che ne strutturano l’insieme. Con ‘tema’ non si intende qui il contenuto materiale di cui un testo parla, ma quella struttura di condensazione che consente a contributi differenti di riconoscersi come riferiti allo stesso oggetto e quindi di raccordarsi in una sequenza comunicativa. Il tema riduce la dispersione del possibile, ma proprio per questo rende possibile la prosecuzione della comunicazione; non coincide né con l’informazione singolare né con l’opinione formulata su di esso, bensì con il riferimento comune che permette a informazioni e posizioni anche divergenti di collegarsi tra loro. Tra la possibile costellazioni di temi del Memoriale potremmo individuare l‘osservazione dell’io (forma dialogica del sé), la governabilità del sentire, comunione con la Chiesa invisibile, reparatio (resurrectionem cultus Divini).
Il concetto di tema è qui funzionale anche a descrivere l’interesse o il disinteresse suscitato dal Memoriale: consente infatti di ricostruirne la ricezione non come semplice vicenda editoriale o erudita, ma come variazione delle semantiche che ne hanno reso possibile, ostacolato o riattivato il raccordo con letture, riusi e riprese ulteriori. Un compito sarà individuare quali sono, eventualmente, i temi che potrebbero rendere possibile oggi la ricezione del Memoriale.
Qui potete vedere la pagina dedicata al seminario: Le diable archiviste .
Interverranno
Pierre Antoine Fabre, Rossana Lista, Martín M. Morales
È possibile iscriversi al seminario utilizando questo link https://bit.ly/SeminarioAPUG
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