Sfide impossibili che si vincono insieme


Dal 2017 l’University of Notre Dame di Roma attraverso una convenzione consente a tirocinanti di svolgere un periodo di stage presso l’Archivio storico. Quest’anno a causa delle note restrizioni abbiamo per la prima volta sperimentato le attività di formazione e di tirocinio esclusivamente da remoto. Quattro giovani studentesse si sono cimentate nel lavoro di trascrizione in GATE di alcune lettere della monumentale corrispondenza di Angelo Secchi. A conclusione del loro percorso possiamo affermare che l’esperimento è pienamente riuscito e che la sfida di trascrivere oltre 8000 lettere ci sembra ora, grazie all’aiuto degli studenti, meno impossibile.

Antonella Piccinin (Associate Director of Student Affairs) racconta cosa ha rappresentato l’esperienza dal loro punto di vista.

Dall’analogico al digitale: la sfida continua del terzo millennio

Immergersi nella scrittura di secoli passati, entrare nella vita di personaggi illustri tramite la loro corrispondenza, scoprire e stupirsi delle diverse grafie, riconoscere lettere e ricostruire parole, apprendere concetti ed imparare termini nuovi. Queste sono solo alcune delle attività richieste a chi si approccia al mondo dei testi manoscritti e della loro trascrizione. Questo è quanto è stato offerto di fare agli studenti della University of Notre Dame, università cattolica statunitense che a Roma è impegnata in vari programmi di studio all’estero già dal 1969 con la Facoltà di Architettura e successivamente anche con le altre Facoltà e che dal 2014 ha fondato al Celio il Rome Global Gateway, centro che ospita attività convegnistica, di ricerca e di docenza per circa 300 studenti ogni anno. Alcuni di questi, in qualità di tirocinanti, hanno scelto di accettare la sfida e la preziosa opportunità di occuparsi della digitalizzazione di documenti che, tramite il progetto Angelo Secchi dell’Archivio della Pontificia Università Gregoriana di Roma, stanno man mano riprendendo luce, divenendo così più facilmente accessibili e fruibili da studiosi e ricercatori che desiderino visionarli.

Karl Braun SJ a Angelo Secchi: visualizzazione del documento originale e della trascrizione.

A Padre Angelo Secchi, gesuita e astronomo italiano dell’Ottocento, dobbiamo riconoscere importanti meriti nell’ambito delle scienze in generale e dell’astronomia in particolare. Fu infatti il fondatore della spettroscopia astronomica, e a lui si deve la classificazione spettrale delle stelle. I suoi studi sono raccolti, oltre che nelle principali pubblicazioni, anche nella sua corrispondenza privata, che intratteneva in varie lingue con studiosi da varie parti d’Europa. Sono proprio queste lettere l’oggetto principale del lavoro affidato agli studenti che con diligenza ed impegno sono riusciti ad inserirsi nella scia di coloro che, all’interno di questo progetto, stanno trasferendo in formato dattiloscritto alcune delle molte lettere (circa 8.000) già digitalizzate. Questo lavoro, che richiede precisione ed attenzione, una volta reso pubblico, garantisce una lettura agevole dei testi digitalizzati, divenendo così immediatamente accessibili anche a chi non sia in grado di comprendere la calligrafia dell’autore.

La presentazione del progetto

Il primo passo per questi giovani tirocinanti è quello di familiarizzare con la piattaforma informatica su cui è chiesto loro di operare, dovendo comprendere i comandi e le funzionalità necessari per trascrivere fedelmente il testo. Contestualmente è chiesto loro di approcciarsi al modo di scrivere dell’autore,  così da essere sempre più in grado di riconoscere in un determinato segno una lettera o un insieme di lettere. Il passo successivo è il riconoscimento delle singole parole, poi delle frasi e quindi, in ultima analisi, dei contenuti esposti. Gli studenti che si sono impegnati in questo lavoro non solo hanno contribuito ad accrescere documento per documento la raccolta pubblicata sulla piattaforma, ma sono sempre più entrati in contatto con l’autore, hanno potuto apprezzare i suoi ragionamenti e le sue scoperte, e forse – andando oltre – hanno potuto quasi “conoscerlo” un po’ attraverso il suo approccio allo studio, alle sue riflessioni e alle relazioni che instaurava con i destinatari delle sue lettere.

A questi studenti universitari, perlopiù statunitensi, svolgere questo tirocinio permette di acquisire molte abilità, a più livelli: imparare a lavorare autonomamente e al contempo in gruppo, coordinarsi con un istruttore a cui sottoporre eventuali dubbi o mostrare i propri successi, sviluppare una capacità di risoluzione dei problemi cercando le possibili alternative, confrontarsi con la complessità di una lingua non solo straniera ma anche sempre in evoluzione, scoprire un mondo e una cultura diversi, che da molto lontani (sia nel tempo che nello spazio) possono diventare per loro – e un po’ anche grazie a loro – sempre più vicini. Con tutti i tirocinanti che hanno fatto questa esperienza vogliamo complimentarci e a quanti verranno auguriamo “buon lavoro!”.

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