Elogio al nostro fondatore


Gregorio XIII. Lavinia Fontana (1552-1614). Private collection.

Il papa parla un italiano misto all’originario dialetto bolognese, che è il peggiore d’Italia, e poi -per natura- ha la parola poco facile. Al presente è un bellissimo vecchio, di media statura ed eretto, il viso pieno di maestà, una lunga barba bianca, d’età di oltre ottant’anni, ma tuttavia sanissimo e vigoroso quanto si può desiderare, senza gotta, senza disturbi intestinali, senza mal di stomaco e senza nessuna infermità: dolce di natura, poco curante delle cose di questo mondo, gran costruttore, per cui lascerà di sé in Roma e altrove ricordo eccezionalmente onorato, gran benefattore, oltre ogni dire. Fra le altre prove di ciò basti dire che non si dà il caso di una sola ragazza da marito cui non presti aiuto per collocarla, se è di povera condizione, e la sua liberalità si manifesta in denaro contante. Inoltre ha fatto costruire collegi per greci, per inglesi, scozzesi e francesi, per tedeschi e polacchi, dotandoli di oltre diecimila scudi ciascuno per rendita perpetua, senza contare la spesa enorme per le costruzioni. Ha fatto questo per richiamare alla Chiesa i figli di quelle nazioni, corrotte da empie credenze a essa contrarie; e là i giovani vengono alloggiati, nutriti, vestiti, educati e soccorsi di tutto senza che abbiano a spendere di loro un quattrino in nulla. Riversa volentieri sulle spalle altrui le cariche publiche gravose, rifuggendo da ogni preoccupazione; e concede quante udienze si voglia. Le sue risposte sono brevi e risolute e si perderebbe tempo a ribattere con nuovi argomenti, ché si giudica infallibile in quel che li sembra giusto, e perfino col figlio, che pure ama ardentemente non si diparte da tale senso di giustizia. Favorisce i parenti, ma senza nessun discapito pei diritti della Chiesa, ch’egli rispetta scrupolosamente; è munifico in opere pubbliche e nel rifare le strade di questa città; e, per vero, si attiene a un modo di vita e a costumi che non rappresentano nulla di straordinario, sia in un senso sia nell’altro, tuttavia più incline al bene.

Michel de Montaigne, Viaggio in Italia (Roma, 1580-81).

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