Un lavoro "forte, lungo e faticosissimo": la valorizzazione della corrispondenza di Angelo Secchi


P. Angelo Secchi SJ avrebbe perdonato l’associazione!. Abbiamo scelto proprio gli aggettivi “forte, lungo e faticosissimo” che lui stesso usò per definire il lavoro di osservazione e classificazione di oltre quattromila spettri stellari, per presentare la prima fase dei lavori di valorizzazione sulla sua corrispondenza. Le problematiche incontrate e le potenzialità di quelle carte appaiono via via più complesse e, forse come sarebbe piaciuto a lui, proprio per questo così interessanti.

Spesso gli archivi conservano fondi così grandi che avvicinarsi in qualche modo a quella quantità e complessità fa, più spesso di quanto si immagini, rinunciare all’impresa. E così gli archivisti narrano di quell’importante fondo che conservano, auspicando interesse nei ricercatori, ben sapendo che senza adeguati ordinamento e conservazione se ne preclude praticamente l’accesso. Questo è precisamente il caso della Corrispondenza di Angelo Secchi (1818-1878), quasi 7000 documenti, che fa parte del più ampio FONDO SECCHI depositato presso l’Archivio storico. Già nel 2001, nel contributo di P. Viktor Gramatowski SJ e Ileana Chinnici, che pubblicarono l’inventario1 del fondo basandosi su quello realizzato negli anni Trenta da P. Edward C. Philips SJ, si dichiarava la necessità di un lavoro più completo sulle lettere, immaginando una revisione carta per carta. Il Comitato che si è costituito con l’occasione delle celebrazioni per l’anniversario del Bicentenario della nascita di Angelo Secchi, ha deciso di investire nell’operazione di valorizzazione del Fondo, consentendo di restaurare e condizionare quasi la metà delle carte. Va sottolineato come garantire la corretta conservazione del fondo risulta preliminare a qualsiasi altro intervento successivo di catalogazione o digitalizzazione.

Il fondo

Alla morte dello scienziato gesuita nel 1878 l’imponente epistolario insieme a stampati e manoscritti rimaneva depositato presso l’Osservatorio del Collegio Romano. Con l’esproprio da parte del governo italiano, il materiale documentario fu trasferito da P. Gaspare Stanislao Ferrari (1834-1903) presso “La Cecchina” casa per gli Esercizi Spirituali, oggi sede della Curia Generalizia dei Gesuiti. Tale materiale tornerà nella nuova sede della Pontificia Università Gregoriana insieme all’altro materiale costituente quello che attualmente è denominato Fondo APUG. Fino ad oggi la corrispondenza si trovava in buste e faldoni sommariamente ordinata.

La corrispondenza è una tipologia di materiale che ad un osservazione superficiale potrebbe sembrare omogenea, senza grandi problemi di conservazione e restauro: sono solo carte sciolte. Se certamente non vi sono i problemi del materiale rilegato e cucito questi documenti presentano problematiche legate al formato, al materiale e alle condizioni in cui è stato conservato. Trovandosi in ordine alfabetico di mittente si trovano biglietti da visita su cartoncini spessi mischiati a carte di grande formato, fino a carte veline sottilissime come quelle inviate da Santiago del Cile da P. Enrico Cappelletti. La disposizione in buste, scatole e casse e i diversi trasferimenti erano visibili sui documenti osservando una serie di danni.

I danni

Alcuni dei danni riscontrati sono riconducibili ad operazioni realizzate dallo stesso scienziato gesuita: le rotture delle carte per aprire il sigillo delle lettere e le macchie d’uso come quelle lasciate da una tazza di thè appoggiata sulla carta diventata un sottobicchiere. Altri derivano dall’invecchiamento dei materiali (imbrunimento delle carte e degli inchiostri e la fotoossidazione delle carte), mentre la maggior parte sono stati causati da una cattiva conservazione: gli strappi nei margini, la polvere depositata e le pieghe da schiacciamento.

Gli interventi

sono stati realizzati presso la postazione di primo restauro allestita presso l’Archivio storico dalla restauratrice Giulia Venezia per il Laboratorio Librarti di Roma. I documenti che sono stati restaurati e condizionati in cartelline acid free sono relativi ai faldoni APUG 10, 11, 12, 13 e 14 corrispondenti alle lettere dalla A alla F, per un totale di 2286 documenti.

Contemporaneamente a questo lavoro è in corso l’aggiornamento dell’inventario e l’inserimento in GATE di parte della corrispondenza visibile alla pagina Angelo Secchi Project.

1 V. GRAMATOWSKI – I. CHINNICI, Le carte di Angelo Secchi S.J. (1818-1878) conservate presso la Pontificia Università Gregoriana: un inventario inedito rivisitato. Nuncius A. 16, fasc. 2 (2001), p. 571-627

4 risposte a "Un lavoro "forte, lungo e faticosissimo": la valorizzazione della corrispondenza di Angelo Secchi"

  1. Grazie. Sono molto interessato al Secchi per la parte riguardante la fisica. Le chiederei la gentilezza di fornirmi “updates” del Suo lavoro che ritengo preziosissimo, grazie.
    Roberto Mantovani, Università di Urbino e Segretario SISFA

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