Perché aiutarci


Un passaggio dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (canto XXXV) permette di considerare l’archivio non come un deposito di memoria ma come uno spazio in cui si realizza la dialettica tra la memoria e l’oblio. Il personaggio centrale, il duca Astolfo, contempla un anziano (il Tempo) che getta nel fiume Lete delle piastre in cui sono incisi i nomi di coloro a quali le Parche hanno tagliato il filo della vita. Corvi e avvoltoi cercano di recuperarne alcune, ma solo due splendidi cigni bianchi possono ripescare qualche nome dall’oblio. Loro riescono a frustrare, in parte, i pensieri empi e maligni del vecchio che donar li vorria al fiume. I sacri cigni riescono ad arrivare fin che presso alla ripa del fiume empio trovano un colle, e sopra il colle un tempio.

Il nostro archivio, anche lui incastonato nelle rovine del Tempio di Serapide, testimonia questo continuo flusso tra ricordo e dimenticanza. Talvolta sono le quotidiane operazioni di catalogazione che riescono a fissare con un maggior dettaglio le caratteristiche o il contenuto di un codice. Il lavoro paziente e attento di alcuni ricercatori ci permettono anche di realizzare nuove connessioni, di aprire piste di ricerca inaspettate e di produrre nuove informazioni.

In questo incessante lavorio la presenza dei benefattori è essenziale. Le forze proprie dell’archivio non riescono a misurarsi con uno stato di permanente emergenza con cui si presenta la maggior parte del nostro materiale. Legature che non riescono più a contenere l’insieme delle carte, inchiostri ferrogallici che hanno imbrunito e talvolta perforato i fogli compromettendone la leggibilità, la realizzazione di custodie che proteggano certi codici e materiali sciolti, l’acquisto di materiali e strumenti per la conservazione e per il restauro, garantire le condizioni ambientali ottimali per i codici, sono alcune delle sfide per le quali abbiamo bisogno di un aiuto costante.

Gustave Doré, illustrazione per il canto XXXV dell’Orlando furioso (ed. 1894)

In questi anni siamo stati sostenuti da alcune istituzioni che ci hanno permesso di stabilire un laboratorio di restauro all’interno dell’università ove realizziamo una serie di lavori grazie ai quali abbiamo intrapreso un dialogo indispensabile tra storici, archivisti e restauratori. Questa generosità è poi proseguita con l’aiuto di tanti amici che ci hanno permesso di salvare dal fiume dell’oblio una serie di documenti. Questi interventi sono stati un’occasione per fare ricerca scientifica, utilizzando sofisticate procedure di analisi, che ci hanno permesso non solo di mettere in essere pratiche virtuose ma anche di capire quanto siano ingenuo stabilire una dicotomia tra materialità e contenuto.

Abbiamo una pagina dedicata all’interno della nostra piattaforma GATE nella quale è possibile sostenere le attività dell’Archivio e avere informazione sulle diverse modalità di aiuto. Ringraziamo di cuore il sostegno di tanti amici e ci auguriamo che altri cigni bianchi possano raggiungerci per continuare con la nostra missione.

(Link alla pagina dedicata in GATE)

2 risposte a "Perché aiutarci"

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