Relazione attività 2010-2011


L’Archivio Storico continua il suo cammino verso la realizzazione di un ente di ricerca specializzato, integrandosi con l’attività accademica dell’Università.A fine 2010 è stato allestito, grazie al contributo della Deutsche Bank, il laboratorio di digitalizzazione che ha consentito di effettuare internamente la riproduzione digitale dei codici oggetto di progetti e di soddisfare le richieste di riproduzione da parte di utenti esterni.
Nel corso dell’anno accademico 2010-2011 l’archivio ha ospitato 3 gruppi di tirocinanti ai quali ha fornito corsi di formazione sulla catalogazione del materiale manoscritto e sulle tecniche di digitalizzazione. Grazie alla collaborazione dei tirocinanti della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari della Sapienza-Università di Roma, l’attività di catalogazione dei Fondi antichi in MANUS, inserendo nell’anno in corso circa 690 schede dell’inventario e 150 nuove descrizioni codicologiche dettagliate (corredate di immagini e di circa 200 schede biografiche degli autori gesuiti) relative al Fondo Curia e 30 descrizioni codicologiche relative al Fondo APUG. I tirocinanti del Dipartimento di Studi Orientali della Sapienza si sono, infine, occupati di proseguire l’attività d’indicizzazione del materiale biografico e bibliografico del fondo Pasquale D’Elia.
Sono stati, inoltre, avviati tre progetti speciali: il rilevamento delle antiche segnature e dello stato di conservazione dei manoscritti dei Fondi antichi; la digitalizzazione e catalogazione delle Fondo Dissertazioni Accademiche del Collegio Romano (XVI-XVIII sec.); la digitalizzazione e catalogazione del Fondo Orazio Grassi. Parallelamente si è avviato lo studio relativo alla corrispondenza del cardinale Bellarmino nel periodo del suo cardinalato (1599-1621), contenuta in nove volumi conservati nel fondo moderno Sebastian Tromp S.J.
Preliminarmente all’inserimento dei dati nel nuovo modulo di catalogazione PINAKES, realizzato, ad hoc per l’APUG, in collaborazione con la Fondazione Rinascimento Digitale, sono state integralmente trascritte le lettere del carteggio Clavius e archiviati in un server dedicato gli oggetti digitali relativi al fondo.
Nonostante le limitazioni all’accesso dovute all’attività di catalogazione, studiosi, italiani e stranieri, hanno avuto la possibilità di effettuare ricerche ritenute di particolare interesse per l’archivio. Si segnalano gli studi compiuti sul carteggio dei fondi Angelo Secchi (I. Chinnici, Antonella Gasperini, Tullio Aebischer – INAF; Maria Luisa Tuscano – Istituto Superiore “Emajorana”) e su quello di Athanasius Kircher S.J. (Eric Bianchi – Yale University e Scuola Normale Superiore di Pisa; Federica Favino – “Sapienza”, Università degli Studi di Roma), come pure quelli su gesuiti dei secc. XVI-XVII, quali Pedro Juan Perpinyà (D. Martinez Montesinos – Università Murcia), Benito Perera (E. Colombo – Università degli Studi di Milano) e Famiano Strada (Stefania Tutino – University of California of “Santa Barbara”). Non sono inoltre mancate le ricerche sui fondi moderni dei professori della PUG (tra tutte, la ricerca sul fondo Pedro Leturia, fondatore della Facoltà di Storia Ecclesiastica) sui quali hanno lavorato soprattutto studenti e dottorandi della stessa università.
Vari professori della PUG hanno consultato manoscritti e documenti fornendo anche indicazioni ad altri studiosi, contribuendo così a formare quel clima di fermento intellettuale che ha sempre contraddistinto la tradizione accademica del Collegio Romano prima e della Gregoriana oggi.
Lungo tutto l’anno sono state monitorate le condizioni ambientali del deposito e della sala di lettura per mantenere livelli ottimali di temperatura ed umidità e consentire una corretta conservazione della documentazione manoscritta. Inoltre nell’ambito delle attività di conservazione prosegue la spolveratura manuale dei codici e l’apposizione di custodie conservative per i volumi con legature danneggiate.
Attraverso la pubblicazione web delle Newsletter, arrivata al IV numero, si è mantenuto l’aggiornamento relativo a tutte le attività svolte in archivio: formazione (tirocini, corsi di aggiornamento, convenzioni con Università italiane), catalogazione dei fondi antichi, progetti di ricerca specifici e valorizzazione (mostre, visite guidate).

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