Archivi di frontiera


Ogni spiritualità ha come referente il sistema sociale nel quale circola. Come dice Michel de Certeau, se la spiritualità mette al centro il problema del rapporto con la divinità, non può farlo che a partire dagli stessi termini in cui sorge la questione circa le probabilità e le modalità di questa relazione, vale a dire con il “linguaggio” che parlano gli uomini. La spiritualità è essenzialmente storica. Se questo è così, come tornare agli antichi testi della “spiritualità ignaziana” che parlano un linguaggio a noi quasi incomprensibile, “selvaggio”, il quale ha bisogno di interpreti che traducono e tradiscono? Come avvicinarsi a concetti che avendo circolato all’interno di una determinata struttura sociale per permetterli di continuare ad essere valuta corrente diventerebbero irriconoscibili per coloro che noi oggi chiamiamo fondatori? Funambolismi da turcimanno (dall’arabo targiumān), il quale possiede la capacità di tradurre, di interpretare, e perfino di mediare tra quelli che parlano lingue diverse affinché si mettano d’accordo. In un momento nel quale sembra aumentare l’interesse per la “spiritualità ignaziana”, e per gli Esercizi Spirituali in particolare, abbondanti documenti sulla “spiritualità ignaziana” rimangono indisturbati nel buio dell’archivio (vedi link). Se la spiritualità si mette al centro, gli archivi vanno in periferia. Ma soprattutto, perché tornare alle antiche carte? Michel de Certeau risponderebbe per avere lo stupore (ἔκστασιςekstasis) della rottura, come le donne davanti al vuoto della tomba del Cristo, che per lui è sempre instauratrice di qualcosa d’altro. Operazione questa propria della storia.

Jean Paul Savi SJ, studente della Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della PUG ha voluto fare un’esperienza con questi antichi codici e avvicinarsi così alla frontiera. La sua ricerca è stata di grande utilità per poter elaborare la descrizione interna di un codice complesso così come si può vedere dalla sua scheda: FC 2156. Lo ringraziamo di cuore e condividiamo volentieri la sua testimonianza.

Depuis le mois de mars dernier, j’ai commencé à travailler dans les Archives de l’Université Pontificale Grégorienne sur des manuscrits de certains jésuites qui ont eu à prêcher des Exercices Spirituels. Il s’agit des écrits de certains prédicateurs des Exercices Spirituels du XVIe-XVIIIe siècle. Mon travail consiste en fait à décrire ces manuscrits, relever leur structure et à transcrire certains. Ces manuscrits sont principalement en latin et en italien.

Ce travail que j’effectue dans les Archives de l’Université Pontificale Grégorienne me passionne et me donne le goût de continuer à mieux connaitre ce domaine des archives. C’est beau de voir et d’expérimenter comment on essaye d’organiser, de classifier et de rendre les documents accessibles aux chercheurs. C’est un service noble. Je considère aussi les archives comme le témoin vivant de l’histoire et la mémoire du passé. Perdre les archives, c’est perdre toute l’histoire du passé et sa justification. Voilà pourquoi il devient important de bien organiser et conserver les manuscrits qui constituent aujourd’hui les traces du passé.

Concernant ces manuscrits des prédicateurs des Exercices Spirituels sur lesquels je travaille, c’est très impressionnant de voir comment se donnaient les Exercices Spirituels de Saint Ignace à cette époque des Temps Modernes. Les instructions et indications étaient bien précises et minutieuses. On indique même la manière de préparer la chambre de l’exercitant, les livres qu’il peut lire pendant la retraite, ce qu’il fallait manger, etc. C’est aussi impressionnant de voir comment ces jésuites des premiers siècles de la Compagnie de Jésus avaient repris les Exercices de Saint Ignace en vue d’un bien plus grand de celui ou celle qui les fait. Ces jésuites avaient donc préparé les Exercices Spirituels selon les personnes : les novices, les jésuites, les religieuses, etc. Il y a même les exercices pour la rénovation des vœux. Redécouvrir ces écrits sur les Exercices des siècles derniers pourrait peut-être aider mieux comprendre les Exercices eux-mêmes et améliorer la manière de les donner.

Jean Paul Savi SJ
FC 2156, trascrizione della formula dei primi voti di Alfonso Crecco (1560)

Una risposta a "Archivi di frontiera"

  1. Excelente trabajo que debería ser considerado como indispensable por aquellos dedicados a la Espiritualidad Ignaciana. Muy iluminador. Es lamentable que esta aproximación a los archivos no sea más prioritaria hoy para la Compañía.

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