Una storia di presenze e di assenze: i due primi registri di prestito dell’APUG.


0007Nei fondi moderni dell’APUG, nella sezione “Storia dell’Archivio”, si conservano due Registri di prestito che sono stati interamente digitalizzati. In qualche modo, questa documentazione racconta lo spostamento dell’interesse verso l’APUG in genere, e in modo particolare, verso alcuni dei suoi fondi. Si tratta di un piccolo taccuino intitolato Catalogo dei lettori dei manoscritti  (1922-1932) e di un volume intitolato Prestito dei documenti dell’Archivio (1932-1993). Scorrendo queste pagine è possibile ricostruire la storia della ricerca svolta principalmente dai professori gesuiti della Pontificia Università Gregoriana. Il registro testimonia la presenza assidua di alcuni gesuiti sino alla prima metà del Novecento. Basti citare: Tromp, Boyer, Grisar, Stegmüller, Dente. La loro ricerca d’archivio confluiva sia nel proprio insegnamento che in una serie di riflessioni teologiche testimoniate in diverse pubblicazioni edite principalmente nella rivista Gregorianum. Ne è un esempio P. Heinrich Lennerz (1880-1961) che lavorò per quasi 20 anni sui codici del fondo Concilio di Trento, occupandosi, tra altre cose, del concetto di definizione dogmatica (Notulae Tridentine. Gregorianum, 27, 1946). Tra i fondi maggiormente consultati sono da annoverare: Concilio di Trento, la corrispondenza di Athanasius Kircher e di Roberto Bellarmino, così come altri trattati teologici di celebri maestri come Suárez, Pallavicino, Pereira, Alberti, Pérez ed altri.

A partire della seconda metà del Novecento la presenza dei ricercatori gesuiti diminuì sensibilmente al punto di scomparire praticamente attorno agli anni ’90.  A partire da questi anni e soprattutto grazie alla nuova apertura dell’Archivio si è incrementata notevolmente la presenza di ricercatori non gesuiti provenienti da tutto il mondo.

La valutazione dei dati che offrono questi registri potrebbe essere una occasione per studiare i mutamenti sociali che hanno provocato questo spostamento degli interessi e un cambiamento riguardo le presenze.

Chi desidera sfogliare il registro degli anni (1932-1993) ha un accesso aperto per i prossimi tre mesi al link: http://bit.ly/1OwLj0M Trascorso questo termine sarà sempre possibile accedere ai contenuti digitali inviando un’ email all’Archivio.

5 thoughts on “Una storia di presenze e di assenze: i due primi registri di prestito dell’APUG.

  1. Grazie, i registri mi sembrano veramente molto interessanti per la storia dei “cambiamenti” e più ancora per una panoramica globale dei campi di interesse storico che mutano e ritornano con estrema semplicità.
    Come sempre meritati complimenti e buon proseguimento per il vostro lavoro.
    Nicoletta

  2. Una storia dell’uso dell’Archivio, dei codici, degli studiosi che l’hanno frequentato. Gli interessi e i campi d’indagine dei singoli studiosi, la quantità di richieste presentate da uno studioso, il numero di volte che un manoscritto è stato richiesto. Storia o meglio storie di manoscritti, degli studiosi, degli studi, in tutte le possibili sfumature nell’arco di sessant’anni.

  3. Splendida iniziativa. Ho controllato le foto e, sempre che non mi sia sbagliato nel contarle, mi pare che manchi la foto delle pp. 52-53. E’ possibile reintegrare la riproduzione del registro, aggiungendo la foto mancante? Sarei lietissimo se ciò avvenisse

    1. Gent.mo Prof. Moscheo, la ringrazio molto dell’attenzione che ci ha riservato e della segnalazione. Ho provveduto ad integrare al registro la foto mancante. Saranno molto gradite sue osservazioni in merito a questo argomento o ad altri articoli meno recenti che può trovare sul nostro blog.
      Un cordiale saluto

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